dr. Roberto Pietro Stefani - medico chirurgo specialista in odontostomatologia - 040 765452 - via S. Nicolò, 22 - 34121 Trieste

Le risposte alle domande più frequenti sulla parodontologia non chirurgica

PARODONTOLOGIA NON CHIRURGICA

Si possono salvare i denti parodontalmente compromessi ed evitare gli impianti?

Certamente sì sempre che si possa intervenire precocemente.

La sopravvivenza dei denti parodontalmente compromessi dipende dalla quantità dell’osso residuo che li sostiene e dallo stato anatomico in cui lo stesso si trova.

Per rallentare il progredire della malattia parodontale è necessario che il dente sia mantenuto in condizioni igieniche ottimali ed è pertanto necessario che le strutture di supporto del dente non presentino delle zone in cui si possano accumulare i batteri. Infatti anche la migliore delle pulizie quotidiane non potrà sortire l’effetto sperato se ci saranno delle otturazioni debordanti, delle protesi incongrue o delle profonde tasche ossee periradicolari che, rappresentando degli ostacoli alla pulizia, favoriscano per l’appunto l’accumulo della placca.

La malattia parodontale non può essere eradicata ma può solo essere messa sotto stretto controllo al punto tale da non evolvere ulteriormente e dare cosi la sensazione ai pazienti di essere guariti.

Si tratta di un continuo lavoro a più mani fatto di prevenzione primaria quotidiana e di prevenzione secondaria sapientemente cadenzata nel tempo tra visite di controllo ed interventi di mantenimento.

Il fine è quello di realizzare un efficace controllo della infiammazione obbiettivo fondamentale della terapia.

 

Si può risolvere la malattia parodontale con il laser?

Assolutamente no.

La terapia parodontale laser assistita rappresenta solo un ulteriore arma a disposizione degli odontoiatri per combattere e tenere sotto controllo l’infiammazione di origine batterica.

La terapia con il laser non sostituisce nessuna delle altre terapie previste per questa malattia ma è in grado se utilizzata in associazione a queste di amplificare la qualità e la stabilità dei risultati raggiungibili.

Si tratta di una terapia poco invasiva, in grado di raggiungere zone parodontali altrimenti difficilmente aggredibili, senza controindicazioni e quindi sempre ripetibile e ciò è il valore aggiunto che tale metodica è in grado di apportare.

 

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