FAQ

studi dentistici professionali Trieste
Le risposte alle domande più frequenti

ODONTOIATRIA CONSERVATIVA

E’ sempre possibile curare e conservare un dente?

 Il corretto approccio odontoiatrico prevede sempre di fare tutto quanto sia clinicamente e tecnicamente possibile per la conservazione degli elementi dentari presenti nella bocca.

Esistono tuttavia delle situazioni per le quali tale mandato non sia sufficiente.

Ciò che è corretto chiedersi in questi frangenti è: quale durata avranno questi denti così trattati?

A quali conseguenze andranno in contro le strutture vicine come osso e gengiva se tali denti rimarranno in bocca? Quali e quante opportunità di recupero della funzione masticatoria generale avrò quando questo dente arriverà al punto di dover essere estratto?

Tali sono le domande che il dentista si deve porre e che deve in qualche maniera porre anche al proprio paziente al fine di poter condividere una soluzione che soddisfi le aspettative del paziente e nel contempo rispetti le funzioni del sistema.

La sensibilità al freddo è sintomo di carie?

 L’eccessiva sensibilità al freddo è un sintomo da tenere in seria considerazione poiché esso può essere il segnale di diversi problemi e non esclusivamente della presenza di una carie.

Può essere anche causata dalla usura dei colletti dentari, da un sovraccarico masticatorio di un dente recentemente otturato e rimasto occlusalmente alto, dalla presenza di una malattia parodontale che provocando l’infiammazione dei tessuti circostanti il dente ne procuri la sensibilizzazione al freddo, da una eccessivo sovraccarico dei denti sottoposti a parafunzione quali bruxismo o serramento.

Le otturazioni in amalgama vanno rimosse?

 Negli ultimi anni si è molto parlato della possibile tossicità delle otturazioni in amalgama (mercurio). Di fatto però non esiste a tutt'oggi una ricerca scientifica che avvalori questa ipotesi anche se molte situazioni di inquinamento ambientale da metalli si sono dimostrate pericolose per la salute dell’uomo.

Alla luce di tali ragionamenti sembra opportuno fare una scelta di convenienza che senza demonizzare l’amalgama ne sconsigli l’utilizzo anche perchè nuovi materiali hanno dimostrato di essere altrettanto validi.

Personalmente consiglio semplicemente di sostituire le otturazioni in amalgama quando dimostrano di non essere più in grado di proteggere adeguatamente il dente.

Quali sono i sintomi di un problema endodontico?

I sintomi più comuni legati alla sofferenza della polpa dentale sono dolore al freddo e al caldo nelle fasi acute della pulpite che vengono poi sostituiti da un dolore alla masticazione quando la polpa necrotica raggiunge l’osso apicale alla radice. Nelle forme croniche possono comparire gonfiori alla gengiva localizzata in prossimità dell’apice della radice del dente con eventualmente la presenza di fistole gengivali. Nei casi cronici ci può essere presenza di dolore alla percussione del dente.

Quali possono essere le cause principali che favoriscono l’insorgere di un problema endodontico?

Carie profonde, problemi parodontali gravi con un’ infiammazione osteo gengivale e ossea che si spinge a distruggere gran parte dell’osso di supporto del dente inquinando in maniera retrograda i canali radicolari , usura grave della corona del dente, abrasione accentuata del colletto, trauma occlusale con sovraccarico funzionale del dente, trauma diretto al dente.

È doloroso inserire un impianto?

L'inserimento di un impianto è un atto chirurgico non doloroso. L'anestesia copre qualsiasi fastidio che il paziente possa provare durante l’intervento ed anche il post operatorio risulta poco doloroso sempre che l’intervento sia stato eseguito secondo le norme consigliate in letteratura ed il paziente abbia eseguito la terapia consigliata che prevede oltre ai farmaci l’utilizzo di impacchi di ghiaccio da fare a scopo antinfiammatorio ed antidolorifico.

Esiste il rigetto per gli impianti?

 Gli impianti dentali sono realizzati in titanio che è un materiale assolutamente bio-compatibile e che non può andare incontro in nessun modo al fenomeno del rigetto. Gli impianti una volta nell’osso vanno incontro ad un processo di osteointegrazione che dura alcuni mesi e che fa si che l’impianto venga completamente inglobato dall’osso circostante e diventi così pronto a sostenere il carico masticatorio.

Qualora l’osteointegrazione non avvenga l’impianto può essere espulso dall’osso e così simulare un fenomeno simil rigetto che in realtà come abbiamo detto rigetto non è.

E’ possibile mettere gli impianti anche se c’è poco osso?

 Le condizioni ottimali per l’inserimento degli impianti possono essere ottenute, oggi, attraverso delle moderne tecniche chirurgiche di rigenerazione dell’osso.

Lo sviluppo di tali tecniche associate all’utilizzo di materiali ricostruttivi sempre più efficaci permette di ridurre significativamente i casi in cui l’inserzione di impianti non sia possibile.

ODONTOIATRIA PROTESICA

In quali casi è indicata la protesi dentale fissa?

 La terapia protesica entra in gioco quando le cosiddette terapie conservative non hanno più ragionevoli possibilità di successo. Tipicamente nel caso di denti molto distrutti o usurati, spesso devitalizzati, si rende necessario l’utilizzo di corone protesiche fisse di copertura. Altre volte quando il danno a carico del dente o dei denti è così avanzato oppure i tessuti gengivali circostanti al dente irrimediabilmente compromessi può rendersi necessaria l’estrazione.

La mancanza dei denti deve essere rapidamente corretta per evitare pericolosi problemi funzionali di masticazione che quando compaiono non sono così facili da risolvere. Per tale motivo si ricorre alla protesi fissa che sarà appoggiata agli elementi dentali residui, se in grado di sostenerla, o in alternativa avvitata su impianti osteointegrati adeguatamente inseriti nell’osso edentulo.

In quali casi è indicata la protesi dentale mobile?

 Per quanto si cerchi sempre di utilizzare la protesi fissa per sostituire i denti mancanti in quanto confortevole, funzionale ed estetica non sempre ciò è possibile.

Quando i denti residui non sono utilizzabili e gli impianti osteointegrati per qualche motivo impossibili da realizzarsi bisogna ricorrere inevitabilmente alle protesi mobili parziali o totali.

Si tratta di soluzioni assolutamente efficienti che quando utilizzate in maniera corretta sono in grado di ripristinare una occlusione ideale tra le arcate dentarie e soddisfare appieno sia le richieste funzionale che estetiche anche dei pazienti più esigenti.

A che età bisogna iniziare ad educare all’igiene orale?

 Dipende da bambino a bambino iniziando da quando è in grado di comprendere il gesto e cercare di riprodurlo e quindi di collaborare con il genitore. Inizialmente sarà solo un gioco, ma servirà al bambino per prendere confidenza con il dentifricio e con lo spazzolino. Man mano che crescerà e avrà maturato la conoscenza degli strumenti adatti alla pulizia sarà possibile insegnargli i corretti movimenti da eseguire.
Va ricordato che l’igiene della bocca può essere molto utile anche nel bambino molto piccolo prima e durante l’eruzione dei denti. Spesso in questi periodi il bambino si lamenta toccandosi ripetutamente le gengive e quindi può essere di aiuto, per lenire tale disturbo, pulire delicatamente le gengive con una garza imbevuta di acqua tiepida moderatamente salata.

Quando devo portare il mio bambino dal dentista per la prima visita?

 In termini generali un bambino andrebbe sottoposto alla prima visita odontoiatrica quando presenti nella bocca tutti gli elementi della dentatura decidua. E’ utile comunque che tale esperienza abbia luogo prima che si crei una reale necessità di trattamento in maniera che il bambino la possa vivere come un evento normale, vissuto senza paura e magari come una esperienza curiosa ed interessante. In questo modo sarà più facile che tra il medico ed il piccolo paziente si instauri un rapporto di fiducia e di serenità importantissimo per il futuro.

Le visite di controllo successive potranno aver luogo ogni 6 – 12 mesi allo scopo di monitorare l’igiene orale e lo sviluppo dell’intera bocca.

Bisogna curare anche i denti da latte?

È opportuno curare i denti da latte (decidui) sia per evitare che cariandosi possano provocare dolore al bambino sia perchè avere denti da latte ben conservati e sani è una prerequisito indispensabile per avere denti permanenti ben allineati e quindi in grado di svolgere correttamente le proprie funzioni.

Chi può fare interventi di ortodonzia?

 Possono fare ortodonzia gli abilitati all'esercizio dell'odontoiatria, e quindi tutti i laureati in odontoiatria o i medici chirurghi inseriti nell'albo degli odontoiatri.
Alcuni di questi laureati (più di 3.000) sono soci S.I.D.O. (Società Italiana di Ortodonzia). Gli iscritti a questa società scientifica sono dei cultori di questa disciplina, e vengono costantemente aggiornati sulle nuove tecniche e metodologie della loro branca. Il Dr. Stefani è socio SIDO dal 1989.

Quali sono i sintomi di un problema ortodontico?

I problemi ortodontici nella maggior parte dei casi sono totalmente asintomatici ad eccezione di quei pazienti che presentano una disfunzione della articolazione temporo mandibolare e dei muscoli masticatori quale conseguenza della presenza di una malocclusione. Quindi i pazienti ortodontici o vengono intercettati dal dentista durante una normale visita di controllo o si recano autonomamente dall’ortodontista per dei problemi principalmente estetici e per la paura che questi possano in futuro mettere a rischio le funzioni della bocca.

Quali possono essere le cause principali che favoriscono l’insorgere di un problema ortodontico?

Molti dei problemi ortodontici evolvono su di una base genetica: la forma delle strutture scheletriche facciali così come la dimensione dei denti sono in ampia parte riconducibili a caratteristiche ereditarie. Su questa base, ulteriori altri fattori, possono agire peggiorando oppure migliorando i rapporti originali. In età precoce l’esempio più tipico sono le abitudini all’uso di succhiotti o delle dita succhiate che nei piccoli pazienti possono determinare alterazioni di forma delle arcate e malposizioni dei denti. O ancora situazioni di alterata respirazione nasale per cui il piccolo paziente usando soltanto la bocca per respirare determina una deformazione delle ossa facciali. Nei pazienti adulti spesso il problema principale è il verificarsi di un progressivo affollamento soprattutto a livello degli incisivi inferiori. Questo processo è la conseguenza di quei numerosi fenomeni adattativi cui vengono sottoposti i denti e le altre parti del corpo quale conseguenza dei cambiamentoi funzionali e scheletrici cui è sottoposto tutto il corpo e quindi anche la bocca e che continuano per tutta la vita.

Raddrizzare i denti da adulto: è possibile?

 È un luogo comune pensare che il trattamento ortodontico sia un trattamento tipico ed esclusivo dei bambini. Si tratta in realtà di una tecnica utilizzabile, con i dovuti accorgimenti, a tutte le età.

Inoltre oggigiorno le cose sono cambiate. Nuove metodiche permettono di risolvere i problemi di allineamento dentale con interventi poco invasivi, efficaci e soprattutto molto estetici in grado di soddisfare le esigenze di una popolazione adulta.

CHIRURGIA ORALE

È sempre sbagliato togliere i denti?

 Il corretto approccio odontoiatrico è sempre quello di fare tutto quanto sia clinicamente e tecnicamente possibile per la conservazione degli elementi dentari presenti nella bocca. Esistono tuttavia delle situazioni nelle quali la sola valutazione di che cosa sia tecnicamente possibile fare non basta.

Ciò che ci si deve chiedere in questi frangenti è quale durata avranno questi denti così trattatati?

A quali conseguenze andranno in contro le strutture vicine come osso e gengiva?

Quali e quante opportunità di recupero della funzione masticatoria generale ci saranno quando questo dente arriverà al punto di dover essere estratto?

Tante sono le domande che il dentista si deve porre e che deve in qualche maniera trasmettere anche al proprio paziente. Spesso, infatti, sono necessarie delle estrazioni dentarie chiamate strategiche o preventive finalizzate a favorire una soluzione terapeutica più affidabile nel tempo e che sia maggiormente in grado di soddisfare le aspettative del paziente sempre nel rispetto delle funzioni del sistema.

Quali sono i rischi che si corrono durante e dopo gli interventi chirurgici in bocca?

Sottoporsi ad interventi di chirurgia orale o parodontale o implantologica non espone i soggetti ad alcun rischio particolare sempre che vengano realizzati da persone preparate, con mani esperte, dopo una attenta pianificazione e realizzati in ambienti adeguatamente trattati da un punto di vista igienico. L’anestesia praticata localmente è in grado infatti di coprire qualsiasi tipo di intervento ed il post operatorio può essere facilmente gestito con terapie adeguate anche molto semplici e poco invasive.

PARODONTOLOGIA

Quali sono i sintomi premonitori della malattia parodontale?

I sintomi premonitori della parodontite sono:
  •  Il sanguinamento delle gengive spontaneo o provocato dalla pulizia quotidiana dei denti o durante la masticazione di cibi particolarmente duri
  •  il gonfiore delle gengive che diventano dolenti al semplice contatto con il cibo o con le setole dello spazzolino
  •  l’ apparente allungamento dei denti determinato dalla retrazione delle gengive e dal riassorbimento dell’osso di sostegno
  •  il vacillamento dei denti che perdendo il loro supporto osseo possono alla fine essere espulsi dallo stesso
  •  l’alitosi un cattivo odore emanato dalla bocca che in alcuni casi può creare una distorsione della sensibilità gustativa

Quali possono essere le cause principali che favoriscono l’insorgere della parodontite?

Le cause principali della malattia parodontale sono:
  • una predisposizione genetica alla malattia vale a dire una condizione funzionale immunitaria deficitaria, ereditata dai genitori, in cui il sistema di difesa dell’organismo si dimostra non in grado di poter fare fronte adeguatamente alla flora batterica presente nella bocca.
  •     una cattiva igiene orale, con conseguente aumento della placca batterica, che arriva ad insinuarsi sempre più in profondità distruggendo le strutture di sostegno del dente e minandone la sopravvivenza
  •     la presenza di malattie croniche come il diabete mellito che se non adeguatamente compensato mette ancor più in crisi i sistemi di difesa già inadeguati
  •     il fumo della sigaretta oltre a produrre danni diretti alle mucose per il contatto con le sostanze tossiche presenti nel fumo o danni indiretti legati al cambiamento dei flussi circolatori ematici all’interno dei tessuti è stato anche dimostrato come possa agire a livello genetico (epigenetica) modulandone l’espressione in senso peggiorativo.

Esiste una correlazione tra malattia parodontale e malattie cardiache ed altre malattie croniche?

 È provata l’esistenza di una correlazione tra la malattia parodontale e una serie di malattie croniche come il diabete mellito, l’arteriosclerosi e alcuni problemi genitali sia maschili che femminili.

Le cause alla base di tali rapporti sono tutte ricollegabili ad una alterata funzione del sistema immunitario e quindi al contributo offerto dalla infiammazione parodontale a mantenere alterato il livello di regolazione della infiammazione favorendo l’insorgere della cosiddetta infiammazione silente.

PARODONTOLOGIA NON CHIRURGICA

Si possono salvare i denti parodontalmente compromessi ed evitare gli impianti?

 Certamente sì sempre che si possa intervenire precocemente.

La sopravvivenza dei denti parodontalmente compromessi dipende dalla quantità dell’osso residuo che li sostiene e dallo stato anatomico in cui lo stesso si trova.

Per rallentare il progredire della malattia parodontale è necessario che il dente sia mantenuto in condizioni igieniche ottimali ed è pertanto necessario che le strutture di supporto del dente non presentino delle zone in cui si possano accumulare i batteri. Infatti anche la migliore delle pulizie quotidiane non potrà sortire l’effetto sperato se ci saranno delle otturazioni debordanti, delle protesi incongrue o delle profonde tasche ossee periradicolari che, rappresentando degli ostacoli alla pulizia, favoriscano per l’appunto l’accumulo della placca.

La malattia parodontale non può essere eradicata ma può solo essere messa sotto stretto controllo al punto tale da non evolvere ulteriormente e dare cosi la sensazione ai pazienti di essere guariti.

Si tratta di un continuo lavoro a più mani fatto di prevenzione primaria quotidiana e di prevenzione secondaria sapientemente cadenzata nel tempo tra visite di controllo ed interventi di mantenimento.

Il fine è quello di realizzare un efficace controllo della infiammazione obbiettivo fondamentale della terapia.

Si può risolvere la malattia parodontale con il laser?

 Assolutamente no.

La terapia parodontale laser assistita rappresenta solo un ulteriore arma a disposizione degli odontoiatri per combattere e tenere sotto controllo l’infiammazione di origine batterica.

La terapia con il laser non sostituisce nessuna delle altre terapie previste per questa malattia ma è in grado se utilizzata in associazione a queste di amplificare la qualità e la stabilità dei risultati raggiungibili.

Si tratta di una terapia poco invasiva, in grado di raggiungere zone parodontali altrimenti difficilmente aggredibili, senza controindicazioni e quindi sempre ripetibile e ciò è il valore aggiunto che tale metodica è in grado di apportare.

PARODONTOLOGIA CHIRURGICA

Quali sono i motivi che portano a scegliere di fare un intervento chirurgico sulle gengive?

 Il controllo della malattia parodontale passa attraverso il controllo della placca batterica.

Tale condizione igienica dentale e strettamente correlata alla assenza attorno agli stessi di condizioni anatomiche dei tessuti in grado di trattenere la placca impedendone così la pulizia.

In presenza ad esempio di una tasca ossea periradicolare estesa e profonda nessun tipo di pulizia sarà in grado di realizzare e mantenere nel tempo l’assenza di infiammazione .

Tali sono pertanto i limiti di un approccio non chirurgico della malattia parodontale e, laddove tali difetti siano presenti, vanno eliminati con trattamenti chirurgici adeguati.

La chirurgia parodontale guarisce dalla malattia?

 La malattia parodontale non può essere eradicata ma può solo essere messa sotto stretto controllo al punto tale da non evolvere ulteriormente e dare così la sensazione ai pazienti di essere guariti.

Si tratta di un continuo lavoro a più mani fatto di prevenzione primaria quotidiana e di prevenzione secondaria sapientemente cadenzata nel tempo, tra visite di controllo, interventi di mantenimento e quando serve da interventi di chirurgia parodontale miranti a correggere i difetti tessutali nel tempo insorti. Il fine è quello di rendere possibile un efficace controllo dell’ infiammazione attraverso il controllo diretto e indiretto della placca.

GNATOLOGIA - OCCLUSODONZIA

Quali sono i segni ed i sintomi della presenza di un disturbo all’articolazione temporo-mandibolare (ATM)?

I segni e sintomi dei disturbi dell’ATM sono in sintesi:
  • Tensione muscolare alla mandibola rilevabile al mattino o durante la giornata
  •  Dolore all’orecchio che a volte si irradia al viso (in assenza di otite)
  •  Click o altri rumori articolari aprendo e chiudendo la bocca
  •  Difficoltà ad aprire la bocca.
  •  Episodi di mandibola bloccata.
  •  Dolore nello sbadigliare, nel masticare o nell'aprire molto la bocca.
  •  Mal di testa o dolori al collo.
  •  Impossibilità a chiudere i denti nella posizione abituale oppure chiuderli in posizione ogni volta diversa

Come si possono alleviare i disturbi all’articolazione temporo-mandibolare (ATM)?

 Premesso che è fondamentale, in presenza di problematiche più o meno gravi collegate all’articolazione, rivolgersi ad uno specialista per una diagnosi corretta, è sempre possibile mettere in atto alcuni semplici accorgimenti per alleviare nel frattempo il disturbo.

 Essi sono:
  •  Mettere a riposo la mandibola adottando una dieta soffice per alcuni giorni, evitando di parlare a lungo, di masticare gomme e di mordersi le unghie.
  • Applicare un panno caldo-umido ai lati del viso per eliminare gli spasmi muscolari e compiere semplici e lenti movimenti di apertura e chiusura della bocca
  • Cercare di identificare se nell’arco della giornata ci sono dei momenti di particolare tensione emotiva che comportano parafunzioni dentali come il serramento e provare a rilassarli

I bite che si acquistano già pronti possono essere utili per combattere il bruxismo ed il serramento?

 Bruxismo e serramento sono delle parafunzioni dell’apparato masticatorio di cui spesso non si identificano le cause. In alcuni casi si tratta di periodi di stress intenso o prolungato, in altri di situazioni di disturbi del sonno, in altri ancora vi sono condizioni di instabilità occlusale che impediscono alle arcate dentarie di chiudersi correttamente. Spesso tutte le cause appena elencate coesistono.

L’utilizzo di un bite risulta spesso essere l’unico modo di intervenire terapeuticamente.

La sua funzione è quella di reinformare il sistema in maniera diversa da quella che ha portato alla insorgenza del problema. Tale rieducazione può avvenire solo ed esclusivamente con un bite costruito ad hoc per il paziente e funzionalizzato (regolato) all’interno della sua bocca.

MEDICINA INTEGRATA

Perchè oggi si parla di medicina integrata?

 La necessità di dare risposte terapeutiche efficaci e prive di effetti collaterali in patologie croniche molto diffuse tra la popolazione ha suggerito di integrare i protocolli propri della medicina convenzionale, che avevano dato risultati deludenti, con altri presenti nel vasto campo delle medicine non convenzionali.

L’idea è stata quella di intervenire sul problema di salute sia in maniera diretta che in maniera indiretta attraverso un riequilibrio delle funzioni generali del corpo come previsto da terapie quali l’omeopatia, l’agopuntura o la fitoterapia.

Qual’ è il valore di un protocollo terapeutico integrato anche in odontoiatria?

Alcune patologie odontoiatriche a genesi multicausale e ad andamento cronico come ad esempio la malattia parodontale o i problemi disfunzionali di muscoli e ATM possono trarre giovamento da una terapia integrata. L’utilizzo di protocolli combinati, dove a terapie convenzionali si associno altre terapie come l’osteopatia, l’agopuntura, la fitoterapia, etc., permette di raggiungere finalità curative più complete e durature.

MEDICINA MANUALE

Cosa cura la medicina manuale?

La medicina manuale si occupa sostanzialmente di trattare l’apparato muscolo scheletrico fasciale con particolare attenzione alla colonna vertebrale. Tanti problemi bio meccanici che interessano tale apparato e che si manifestano sostanzialmente con dolore e limitazione funzionale possono trarre giovamento da questo approccio manipolativo.

Quali sono i rischi che corre chi si sottopone a trattamenti di medicina manuale?

Tra i diversi trattamenti terapeutici utilizzati dai medici che si occupano di medicina manuale
uno dei più usati è la manipolazione diretta delle articolazioni intervertebrali i cosiddetti thrust.
Tali interventi mirano a liberare le articolazioni bloccate favorendo così un recupero delle funzioni dei territori ad esse correlate. Si tratta di manovre prive di rischio se realizzate da mani esperte e dopo una attenta valutazione diagnostica esse possono realizzare recuperi funzionali anche immediati.

OSTEOPATIA

Chi è l’osteopata?

Si tratta di un terapeuta che attraverso tecniche manipolative strutturali, viscerali e craniali corregge e riattiva le funzioni corporee deficitarie con l’obbiettivo di recuperare il benessere psico fisico del soggetto

Quali sono i benefici dell’ osteopatia?

L’osteopatia rientra nel vasto gruppo delle medicine non convenzionali. Si tratta di metodiche il cui approccio terapeutico viene definito olistico poiché interviene in senso generale nel riattivare i meccanismi vitali dell’organismo. I benefici di tali interventi coinvolgono la persona nella sua totalità fisica e psichica non curano pertanto la malattia ma l’uomo che la manifesta.

POSTUROLOGIA

Cosa è la postura e a cosa serve il suo studio?

 La postura è la risposta del sistema muscolo scheletrico fasciale all’ambiente circostante.

Tale risposta è il prodotto di una funzione generale derivata dalla somma delle funzioni dei singoli sistemi quindi dalla integrazione di numerosissime e diverse informazioni sia fisiche che chimiche che mentali. La postura rappresenta pertanto uno dei modi attraverso cui tale funzione generale si rende manifesta e tale modo è possibile studiarlo, indagarlo e misurarlo.

Attraverso lo studio della postura si può risalire alla sede delle cause che stanno alla base dei problemi di salute.

In quali casi può essere di aiuto la posturologia?

 La posturologia può essere di aiuto sia da un punto di vista diagnostico che da un punto di vista terapeutico.

L’apporto curativo che tale metodica può realizzare si sviluppa sempre all’interno di un approccio cosiddetto olistico dove la cura dell’uomo e non della sua malattia passa attraverso il riequilibrio generale delle funzioni vitali.

Quindi la posturologia non cura la postura ma cura attraverso la postura.

Il posturologo valuterà l’efficacia di un ipotetico trattamento, una sostanza, una manipolazione, un bite sottoponendola all’analisi della postura che potrà a questo punto confermarne la validità modificando il suo stato in senso migliorativo. Tale informazione costituirà un significativo contributo alla scelta della terapia da intraprendere.

CHINESIOLOGIA APPLICATA

Il test muscolare eseguito in chinesiologia applicata è affidabile?

Il test muscolare è un test affidabile nel momento in cui viene eseguito da operatori preparati ed esperti. La sua apparente semplicità che induce l’idea di poter essere eseguito da chiunque non deve ingannare. Solo la piena consapevolezza dei meccanismi muscolari che esso è in grado di stimolare permette di farne un uso appropriato e di trarne le corrette informazioni.

Si può utilizzare la chinesiologia applicata a scopo terapeutico?

 La chinesiologia applicata costituisce fondamentalmente un sofisticato sistema di indagine, una sorta di lente di ingrandimento capace di ricercare le numerose cause che sono alla base dei tanti problemi di salute.

Attraverso tale metodica è però possibile anche monitorare i risultati delle terapie intraprese seguendone i miglioramenti ed apportandovi eventuali correzioni.

PREVENZIONE DELLE MALATTIE DEL CAVO ORALE

Con che frequenza bisogna andare dal dentista?

È bene effettuare una visita di controllo almeno una volta l’anno, meglio ogni sei mesi. L’appuntamento così programmato, anche in assenza di sintomi o segni evidenti di sofferenza dei tessuti, fa sì che le eventuali patologie presenti nella bocca vengano intercettate in una fase precoce permettendo cosi un intervento riparatore più contenuto e semplice.

Quali sono i principali problemi della bocca?

I principali problemi cui vanno incontro i tessuti propri del cavo orale sono:
  •     la carie: il processo distruttivo del dente viene causato dai batteri presenti nella placca che in presenza di sostanze zuccherine producono acidi in grado di decalcificare lo smalto. La prevenzione primaria si basa sulla pulizia quotidiana e sul controllo della alimentazione.
  •     la malattia parodontale: il processo distruttivo delle strutture di sostegno del dente osso, gengiva e legamento parodontale è dovuto alla azione di batteri specifici presenti a livello del solco gengivale che in associazione a sistemi di difesa dell’ospite insufficienti sono in grado di compromettere la stabilità dei denti anche in tempi molto brevi.
  •     le disfunzioni dei muscoli masticatori e della articolazione temporo mandibolare: sono delle situazioni patologiche che interessano gran parte della popolazione ma che non sempre vengono rilevate per tempo poiché scarsamente sintomatiche e ad andamento altalenante tra scomparsa e ricomparsa dei disturbi. Tali situazioni se evolvono nel tempo possono portare a dei quadri di sofferenza anche molto gravi e non sempre risolvibili.
  •     i tumori:sono delle lesioni che insorgono a partire dalle mucose del cavo orale e prendono quindi il nome di carcinomi. Sono abbastanza rappresentati nella popolazione e attualmente in aumento. La loro origine è strettamente legata alla presenza nella bocca di fattori irritativi permanenti delle mucose . Tali fattori possono essere meccanici come i microtraumi ripetuti provocati da un dente rotto, da una otturazione mancante o da una protesi mal fatta o anche chimici come l’abuso di alcool o di fumo o di cibi piccanti o termico legato alla assunzione di bevande bollenti .

Cosa si può fare per prevenire le malattie del cavo orale?

La cosa più semplice da fare è realizzare una prevenzione primaria che preveda l’allontanamento di tutti i fattori di rischio. È necessario ottimizzare l’igiene orale, il tipo di alimentazione, l’attività fisica gli stili di vita. In seconda battuta va attivata una prevenzione secondaria che preveda visite periodiche di controllo, esami strumentali di approfondimento, correzione delle situazioni a rischio.

Il sanguinamento delle gengive deve preoccupare?

 Il sanguinamento delle gengive è il primo segno di infiammazione. Può essere spontaneo durante notte oppure provocato dallo spazzolamento dei denti o dalla masticazione di cibi duri. È quindi il segno di una sofferenza dei tessuti.

Attenzione ! Il sanguinamento gengivale non è sintomo esclusivo della malattia parodontale, ma anche di malattie sistemiche, e di tumori pertanto è assolutamente sconsigliato il trattamento fai da te o i consigli dell’amico esperto. La cosa più utile da fare è rivolgersi al dentista.

Il piercing orale può costituire un problema per la bocca ed i denti?

 Nonostante la sua popolarità, il piercing orale può in realtà essere causa di complicanze come ad esempio infezioni, emorragie e sicuramente favorire l’infiammazione dei tessuti in cui è impiantato.

Tra i rischi a cui esso espone, sicuramente il più pericoloso anche se non frequentissimo, è il tumore del cavo orale la cui origine va fatta risalire al microtrauma ripetuto provocato dal piercing.

E’ normale che i denti si muovano ad una certa età?

 I denti mobili sono uno tra i sintomi più comuni della malattia parodontale.

Possono insorgere rapidamente e diffusamente nelle forme aggressive che colpiscono prevelentemante soggetti giovani adulti mentre nelle forme croniche, tipiche delle età più avanzate, possono coinvolgere solo alcuni denti o tutta la bocca.

IGIENE ORALE

Ogni quanto si deve fare la pulizia dei denti dal dentista?

 I dati riportati dalla letteratura internazionale asseriscono che i pazienti che si sottopongono a sedute di igiene orale ogni 6 mesi mantengono più a lungo i propri denti rispetto a chi non le fa.

Questo dato è spiegato dal fatto che l'igiene professionale periodica garantisce una pulizia accurata e approfondita sinonimo di riduzione/assenza di infiammazione.

Va sottolineato come tale regola di fondo non possa essere applicata in maniera pedissequa poiché alcuni pazienti, più giovani, potranno essere trattati anche ogni otto mesi ma molti pazienti adulti necessiteranno di interventi anche più frequenti a scadenza trimestrale o quadrimestrale.

Ricordiamo inoltre che la seduta di igiene orale poiché eseguita da personale altamente specializzato e laureato (igienista dentale) rappresenta un momento ulteriore di controllo nei confronti delle malattie del cavo orale (prevenzione secondaria).

Meglio lo spazzolino elettrico o quello manuale?

 Le differenti scuole di pensiero sulla scelta dello spazzolino si ritrovano ormai concordi nell’indicare la scelta dello spazzolino elettrico come la migliore.

Le oscillazioni ed i movimenti realizzati dallo spazzolino elettrico sono in grado di raggiungere un livello di pulizia sovrapponibile o in alcuni casi migliore di quelli ottenibili con lo spazzolino tradizionale. Il valore aggiunto di tale strumento è quello di proteggere denti, gengive ed osso dalle mani troppo pesanti quindi dai danni da spazzolamento traumatico.

Pertanto l’utilizzo dello spazzolino elettrico va consigliato a quei soggetti con parodonto sottile o nei soggetti con recessioni parodontali.

È comunque sempre importante scegliere lo spazzolino più adatto alla propria bocca preferendo una testina piccola e delle setole morbide. La sua sostituzione va mediamente realizzata ogni tre mesi.

Ci sono particolari attenzioni di igiene orale da avere in gravidanza?

Le variazioni ormonali indotte dalla gravidanza favoriscono l’aumento del turgore gengivale tendendo a favorire l’aumento di batteri nel cavo orale e la conseguente formazione di infiammazione a livello dei tessuti. E’ quindi consigliabile curare con molta attenzione la propria igiene orale durante la gravidanza e recarsi dal dentista almeno due volte nell’arco di tutto il periodo di gestazione.

ODONTOIATRIA ESTETICA

Perché i denti con il passare degli anni si ingialliscono?

 Ogni individuo possiede precise caratteristiche fisiche che lo caratterizzano, come il colore degli occhi quello dei capelli e quello dei denti. Ci sono denti più bianchi altri con sfumature grigie o marroni oppure ocra. Una varietà di sfumature che con il passare degli anni tendono a modificarsi virando verso il giallo. La causa di questo fenomeno comune a tutti, è dato fondamentalmente da due fattori.

Il primo è il progressivo consumo dello smalto che fa così trasparire in superficie il colore della dentina che è gialla. Il secondo è dovuto al depositarsi, negli strati dello smalto, di pigmenti provenienti da diverse sostanze di uso quotidiano, come il caffè, le bevande colorate, il tè, il fumo di sigaretta.

E’ dannoso utilizzare il bicarbonato per sbiancare i denti da soli?

 Il bicarbonato ha un effetto sbiancante perché demineralizza lo smalto dei denti. Il suo utilizzo casalingo può portare al distacco dello smalto dalla sottostante dentina e pertanto va sconsigliato.

Oggi esistono moderne tecniche di sbiancamento che combinando la chimica con la luce intensa possono ridonare ai denti il proprio colore bianco in maniera duratura e senza provocare danni.

ODONTOIATRIA INTEGRATA

Cosa sono i probiotici?

I probiotici sono i così detti “batteri buoni” che costituiscono parte della flora batterica (microbiota), che colonizza naturalmente mucose e cute. Si tratta di batteri che, per le loro caratteristiche metaboliche che presentano, producono sostanze acide le quali contribuiscono significativamente a tenere sotto controllo il numero dei batteri patogeni comunque presenti. Alimentazione sbagliata e l’uso improprio di disinfettanti e antibiotici (quando non sono indicati) costituiscono la causa principale della diminuzione dei probiotici presenti nel microbiota.

Perché i probiotici sono utili nelle malattie infiammatorie delle gengive e del parodonto?

 L’utilizzo di probiotici, in associazione alle terapie convenzionali meccaniche, nel trattamento delle malattie infiammatorie delle gengive e del parodonto, rappresenta un valore aggiunto attraverso la realizzazione di due obbiettivi:

combattere direttamente i patogeni a livello superficiale e profondo delle mucose attraverso la creazione di un ambiente più acido

recuperare lo stato di eubiosi a livello delle mucose orali permettono così un recupero della permeabilità selettiva delle mucose che contribuisca sia a livello locale che sistemico ad un abbassamento dei livelli di infiammazione

Posso utilizzare l’arnica per i problemi temporo mandibolari?

L’arnica è un prodotto vegetale la cui efficacia terapeutica anti infiammatoria si manifesta soprattutto a livello dei tessuti muscolari e della circolazione capillare. Essa e pertanto consigliata nei postumi di traumi o di eventi stressanti a carico delle strutture muscolari in quei casi di indolenzimento ed affaticamento che rendono tali strutture particolarmente sofferenti. Nel caso delle disfunzioni masticatorie che interessano la articolazione temporo mandibolare i muscoli masticatori ed i muscoli del collo sono particolarmente disequilibrati e quindi dolenti e affaticati un uso locale o per via generale generale di arnica o come prodotto fitoterapico unico o in formulazioni associate come nell’arnica composita omotossicologica possono essere assolutamente utili.

La mesoterapia è dolorosa?

No la mesoterapia non è dolorosa essa comporta solamente un minimo fastidio nel momento dell’infissione dell’ago sottocute. Tali aghi sono estremamente sottili ed acuminati e ciò fa sì che la loro infissione sia rapida e quindi indolore sta poi nella esperienza e nella abilità dell’operatore esperto la possibilità di ridurre al minimo tale tipo di fastidio.

FAST BITE

Qual’ è il vantaggio per il paziente di utilizzare il fast bite ?

 Il fast bite è un bite piatto di stabilizzazione ed è indicato nel trattamento della gran parte delle disfunzioni dell’apparato masticatorio in quanto capace di riposizionare la mandibola e di risolvere sia problemi muscolari che articolari.

L’aggettivo “fast” si riferisce alla rapidità con cui il bite, secondo la metodica messa a punto dal Dr. R.P.Stefani, può essere funzionalizzato. Normalmente tale operazione, estremanete importante per la riuscita della terapia, è lunga ed impegnativa al punto tale da non venir fatta o fatta in maniera approssimativa e quindi inutile oltrechè pericolosa.

Il lavoro fatto alla poltrona e della durata di circa trenta minuti soddisfa pienamente i requisiti che ne garantiscono il buon esito ma ha il vantaggio non secondario di contenere i costi esecutivi e quindi di rendere il bite più economico senza nulla togliere alla sua qualità.

Perché alcune persone affermano che il bite non funziona ?

 È vero il bite può non funzionare ma ciò solitamente dipende o da una diagnosi sbagliata o dalla mancata funzionalizzazione del bite.

Molto spesso nella mia esperienza quotidiana mi sono imbattuto in pazienti disfunzionali che avevano già fatto uno o addirittura più bite senza ottenere il benchè minimo risultato.

Alla verifica in bocca tutti questi bite dimostravano in maniera inequivocabile di non essere stati minimamente funzionalizzati ma semplicemente posizionati in bocca così come arrivati dal laboratorio o nella migliore delle ipotesi ritoccati qua e là.

Introdurre in bocca un manufatto così approssimativo non fa altro che aggiungere problema a problema. La controprova che la funzionalizzazione risulta fondamentale per la buona efficienza del bite è stata data dal fatto che modificando con della resina le vecchie placche in possesso dei pazienti si riuscivano ad ottenere quei miglioramenti che prima non erano presenti.

Quanto tempo bisogna portare il bite per avere risultati ?

Se la diagnosi è stata fatta correttamente e la funzionalizzazione eseguita il bite può dare risultati in tempi estremamente brevi anche di pochi giorni.Ovviamente la situazione cambia da caso a caso in quanto più il problema disfunzionale masticatorio trova la sua origine prevalentemente a livello della bocca tanto più rapido sarà il risultato ma in tutte le altre situazioni, le più frequenti, in cui lo stesso problema emerga come conseguenza del sommarsi di più fattori causali i risultati saranno più tardivi e spesso necessiteranno per essere ottenuti anche di altre terapie di supporto.

E’ vero che portando un bite di resina si può risolvere l’emicrania?

 Il mal di testa è una delle cause più frequenti di sofferenza. Colpisce diffusamente giovani ed anziani, maschi o femmine presentandosi da caso a caso in maniera assolutamente diversa.
Risulta a questo punto di estrema importanza fare una diagnosi differenziale tra i diversi tipi di male di testa.
In termini molto generali e sintetici possiamo elencare due grandi categorie: l’emicrania e la cefalea muscolo tensiva, la prima tipicamente colpisce sempre e solo una parte specifica del capo, viene spesso preceduta da segnali neurologici conosciuti come aura ed è tipicamente ereditata in linea familiare; la seconda può colpire di volta in volta parti diverse del capo e del collo, non presenta mai fenomeni di aura, spesso non ha riscontri in genitori o parenti prossimi.
Il bite in resina dura, costruito ad hoc per il paziente e funzionalizzato a livello della sua bocca, è in grado di rilassare la muscolatura masticatoria e quella del collo e quindi può portare sicuro beneficio nella cefalea muscolo tensiva. Nei casi di emicrania è meglio sottoporsi ad una visita specialistica da parte di un esperto gnatologo che possa così valutare se all’interno di una emicrania ci possano essere anche aspetti di sofferenza muscolare su cui intervenire con il bite.

BMA

Per chi è indicato il trattamento BMA ?

Il Bilanciamento Muscolare in Allungamento è una metodica terapeutica che può essere applicata a tutti i distretti dell’apparato muscolo scheletrico fasciale e quindi può trattare o aiutare a trattare qualsiasi patologia dolorosa che colpisca tale apparato. Si tratta di una tecnica semplice, sicura e facile da apprendere capace di fornire ottimi risultati quando adeguatamente utilizzata.

Quali sono le controindicazioni del metodo BMA ?

Si tratta di una metodica priva di controindicazioni che può essere praticata in soggetti di tutte le età ed in tutte le condizioni di salute.

Il BMA può essere praticato assieme ad altre terapie ?

Il BMA è una tecnica di medicina manuale rivolta alla eliminazione del dolore in maniera rapida e semplice. Essa può essere applicata da sola o in associazione ad altre terapie farmacologiche o ad altre tecniche dello stesso tipo. Nel caso di pazienti molto deboli o per età o per malattia l’unico accorgimento da osservare è quello di spiegare dettagliatamente al paziente come viene praticata la tecnica e ciò per fare sì che certi passaggi più fastidiosi possano essere accettati con più tranquillità.

FOCUS ATM

Ronzii fastidi o male alle orecchie possono essere correlati a disturbi temporo-mandibolari?

I problemi alla articolazione temporo mandibolare ATM sono sempre correlati a disturbi della muscolatura masticatoria e del collo. Tale situazione comporta stati di tensione dei muscoli che possono evocare dolore a livello delle orecchie e possono modificare la posizione spaziale dell’osso temporale all’interno del quale risiedono gli organelli propri dell’orecchio interno deputati alle funzioni dell’udito e dell’equilibrio. Tale situazione, in alcuni casi, può portare oltre a ronzii e fischi a livello dell’orecchio (acufeni) anche a situazioni di instabilità, talvolta riferiti dal paziente come vere e proprie vertigini. È sempre buona norma far valutare queste situazioni particolari all’esperto otorinolaringoiatra riferimento primario per questi problemi per poi eventualmente interpellare lo gnatologo su eventuali correlazioni tra l’apparato masticatorio e gli acufeni o l’instabilità.

La postura corporea e l’occlusione sono influenzate l’una dall’altra?

La dinamica del corpo umano è una realtà funzionale complessa che coinvolge l’apparato muscolo scheletrico fasciale in tutta la sua totalità. Se noi potessimo analizzare in maniera isolata i singoli settori funzionali del corpo durante la deambulazione, come se analizzassimo i singoli fotogrammi che costituiscono un film, vedremmo che ognuno di questi distretti offre il proprio contributo affichè la camminata nel suo insieme sia equilibrata ed efficiente proprio come i singoli fotogrammi di un film, quando visti in sequenza, permettono di realizzare quella dinamica che trasforma le immagine singole in un filmato unico.Nella realtà funzionale del nostro corpo sia in statica che in dinamica tutte le sue componenti si connettono e si muovono all’unisono e quindi la mandibola con i denti si muove in coordinazione con le braccia e le gambe durante la deambulazione.Tale unicità funzionale rappresenta il presupposto per il crearsi di un condizionamento reciproco tra le due funzioni. Una masticazione problematica può condizionare la postura statica e dinamica così come dei problemi della postura possono condizionare la masticazione e l’occlusione dentale.

Il rumore di click articolare si può risolvere definitivamente?

I rumori articolari a livello della articolazione temporo mandibolare sono il segno di una mancata coordinazione tra i diversi elementi strutturali che costituiscono l’articolazione stessa. In particolare tra i due capi ossei esiste un disco fibroso che realizza il compito di stabilizzare tra loro le due parti ossee in movimento. Se tale disco si sposta dalla sua posizione o i capi ossei si spostano relativamente al disco vi è la possibilità che insorgano dei rumori articolari definiti click.Ristabilendo un corretto riposizionamento tra disco e capi articolari è possibile eliminare tali rumori.

Quando è giustificato un approccio chirurgico ai disordini cranio-mandibolari?

I disordini cranio mandibolari rappresentano un problema disfunzionale multicausale che colpisce l’apparato masticatorio nella sua totalità. Si tratta di un quadro clinico che fortunatamente solo in pochi casi non è risolvibile poiché evoluto nel tempo verso situazioni di elevata compromissione dei tessuti coinvolti. Tali situazioni sono spesso caratterizzate dalla presenza di dolore intenso e limitazioni funzionali estese. Solo in casi estremi può essere richiesto l’intervento del chirurgo maxillo facciale consapevoli del fatto che anche questo tipo di intervento non potrà essere risolutivo del problema.

Una normale radiografia panoramica può rappresentare un esame esaustivo per la valutazione dell’ATM?

Assolutamente no. L’esame panoramico è una radiografia spesso ingannevole in quanto realizzata attraverso immagini sovrapposte e quindi in grado di creare dei falsi sia negativi che positivi. Si tratta di una radiografia di screening in quanto in grado di analizzare gran parte dell’apparato masticatorio ma assolutamente non sufficiente per fare diagnosi di problemi alla ATM

Quali sono gli esami strumentali utili per la valutazione dei pazienti con disordini temporo-mandibolari?

Per valutare correttamente la articolazione temporo mandibolare l’esame più indicato è la RNM risonanza magnetica nucleare realizzata a bocca aperta e chiusa in statica ed in dinamica. Tale esame permette di rilevare soprattutto le caratteristiche dei tessuti molli, disco articolare, legamenti e muscoli ed è in grado di segnalare la presenza di eventuali versamenti.

Quali sono i fattori di rischio per i disordini temporo-mandibolari?

I disordini temporo mandibolari sono degli eventi a genesi multicausale. Pertanto i fattori di rischio elencabili sono numerosi e variamente distribuiti. Semplificando li possiamo raccoglierli in tre categorie:
  • Favorenti : sono tutti quei fattori come i traumi diretti e indiretti al volto e al collo ma anche ad altri settori, o le parafunzioni come bruxismo e digrignamento, o l’instabiltà occlusale, o la mancanza dei denti posteriori,o le malattie sistemiche soprattutto reumatiche, o lo stato protratto di stress, o gli stili di vita alterati che sommandosi tra loro costituiscono quella condizione a rischio su cui possono agire fattori scatenanti
  •     Scatenanti : possono essere i fattori favorenti che si ripetono o si aggravano e che rappresentano la goccia che fa traboccare il vaso
  •     Perpetuanti : per lo stesso motivo sempre gli stessi fattori se non adeguatamente rimossi possono avere un effetto perpetuante

Esistono patologie di pertinenza di altre branche mediche che possono essere associate ai disordini temporo-mandibolari?

 Proprio la multicausalità che sta alla base di questi disturbi rende tali disfunzioni partecipi di numerosi altri quadri clinici. Si parla spesso di una “patologia di confine” proprio perché posizionata al limite di distretti funzionali diversi.

Il vero problema è: dove collocare questi confini? Si tratta di un problema locale ? regionale ? generale sistemico?

Sempre di più le recenti ricerche di biologia molecolare dimostrano che il funzionamento del corpo umano, seppur gerarchicamente regolato, è un funzionamento unico dove i diversi settori non possono essere valutati solo ed esclusivamente in maniera settoriale. Ciò vale anche per i disordini temporo mandibolari che rappresentano un tipico esempio di patologia in cui problemi locali, regionali e generali sistemici si sommano e si implementano nel tempo.

Quando è bene che un paziente si rivolga ad uno specialista?

 Il fai da te terapeutico o i consigli dell’amico esperto spesso rappresentano un rischio che porta a sottovalutare o ritardare una diagnosi che se realizzata precocemente può produrre risultati terapeutici efficaci, rapidi e stabili.

Rivolgersi allo specialista rappresenta sempre la scelta migliore.

Esami posturali possono essere utili strumenti diagnostici per pazienti con disordini temporo-mandibolari?

 Lo studio della postura in statica e in dinamica rappresenta un mezzo oggettivo che permette di valutare il livello di funzionalità dell’intero corpo. Tale funzione rappresenta infatti la sintesi organizzata di numerose altre funzioni gestite e regolate all’interno di un sistema complesso chiamato uomo. Si tratta ovviamente dell’aspetto biomeccanico di tale sistema la cui funzionalità unica non può realizzarsi senza il contributo degli altri aspetti funzionali sia metabolici, che circolatori, che psico emozionali.

Qualsiasi disfunzione, qualsiasi disturbo e quindi anche quelli che interessano l’apparato masticatorio possono interferire con la funzione generale e quindi manifestarsi a livello posturale.

Pagamento: VALUTAZIONE ECONOMICA

Come si fa a risparmiare senza rinunciare alla qualità delle cure dentarie?

La parola magica è prevenzione. Prevenire quindi i danni evitando così le cure costose necessarie a ripararli. Consigli:
  • Realizzare una corretta igiene orale quotidiana. Infatti la maggior parte delle patologie odontoiatriche è determinata dall’accumulo della placca. È importante utilizzare gli strumenti adeguati, impiegare il tempo necessario, ma soprattutto concentrarsi su quello che si sta facendo.
  •     Sottoporsi a regolari visite di controllo e a cadenzate pulizie ambulatoriali di denti e gengive.
  •     Scegliere, in caso di necessità, soluzioni temporaneee comunque affidabili ed effettuate con serietà e professionalità, rinviando le soluzioni più sofisticate e costose a quando le risorse economiche lo permetteranno.
  •     Ricorrere alle possibili opzioni di pagamento offerte dallo studio. Una soluzione si può sempre trovare.

Pagamenti: MODALITA’

Quale vantaggio si ricava dal ricorso al finanziamento?

 Il paziente:
  •  Paga direttamente e automaticamente dal proprio conto corrente ogni mese e senza fatica
  •  Può dilazionare nel tempo una spesa che altrimenti dovrebbe essere affrontata in pochi mesi
  •  Questa dilazione, in caso di finanziamento a tasso zero, non costa nulla
  •   Può decidere di curare i denti anche in concomitanza di “altre spese” che potrebbero altrimenti creare difficoltà economiche
  •   Ha il vantaggio fiscale di “scaricare” immediatamente dalla Denuncia dei Redditi dell’anno in corso tutto l’importo finanziato, anche se le cure si prolungano nell’anno successivo

Come si pagano le quote mensili?

Con addebito ogni mese sul conto corrente, oppure con bollettini postali mensili.

E’ possibile estinguere il finanziamento prima del termine?

Certamente, è possibile l’estinzione prima del termine con un rimborso anticipato.

Cosa succede se il medico deve modificare il preventivo?

Se sono state calcolate cure in eccesso, l’importo sarà restituito alla fine del trattamento con assegno dello Studio, viceversa se sono state necessarie altre cure non calcolate all’inizio, esse potranno essere pagate a parte oppure finanziate anch’esse con un ulteriore finanziamento.

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