dr. Roberto Pietro Stefani - medico chirurgo specialista in odontostomatologia - 040 765452 - via S. Nicolò, 22 - 34121 Trieste

Medicina manuale

Per valutare e trattare manualmente le problematiche del sistema muscolo scheletrico fasciale

medicina manuale Trieste
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Medicina manuale

La medicina manuale si pone a metà strada tra la medicina convenzionale e quella complementare rientrando a pieno diritto nella categoria delle cosiddette medicine tradizionali.

Essa sostanzialmente si occupa di trattare la componente biomeccanica del corpo umano, vale a dire l’apparato muscolo scheletrico articolare, con particolare attenzione alla colonna vertebrale: quell’astuccio osseo all’interno del quale transitano in salita e in discesa una miriade di fibre nervose che costituiscono il midollo spinale e che collegano la periferia del corpo con il centro e viceversa.

La diagnosi e la terapia si realizzano attraverso l’uso delle mani, da cui il nome “manipolativa”.

Tracce di questa pratica manipolativa applicata alla colonna vertebrale si trovano già nei documenti delle antiche scuole mediche, sia occidentali che orientali. Il famoso medico romano Galeno nel II secolo d.C. riferiva nel suo libro di avere curato e guarito lo scrittore Pausania con l’applicazione di medicamenti e di manipolazioni sul rachide cervicale per un pesante disturbo della sensibilità delle dita di una mano. L’origine di tale disturbo, diceva Galeno, risiedeva proprio in una lesione dell’astuccio vertebrale cervicale che determinava una compressione di una radice nervosa proveniente dal midollo spinale.

Una pratica antica dunque tramandata nei secoli e spesso associata alle altre pratiche di “igiene corporea” come i bagni termali, i massaggi e la ginnastica. Veniva ampiamente utilizzata sia dai medici dell’epoca sia da praticoni, soprattutto nelle campagne lontano dai centri abitati, dove i traumi legati al lavoro e quindi i problemi muscolo scheletrici articolari rappresentavano la quotidianità.

Ancora oggi nelle campagne esiste la figura del guaritore, discendente diretto, spesso per tradizione orale, dei popolari ‘bonesetters’ (‘aggiustaossa’) inglesi o ‘rebouteux’ (‘conciaossa’) francesi o ‘algebristas’ (‘raddrizza ossa’) spagnoli, figure che da sempre si occupano del trattamento delle patologie di tipo ortopedico.

Attualmente e soprattutto in certe nazioni come Francia, Inghilterra, Stati Uniti, la Medicina Manuale è ormai parte integrante della Medicina Convenzionale, una specialità praticata da esperti medici provenienti da diverse altre specialità come la fisiatria, l’ortopedia, la reumatologia, la chirurgia neurologica, la medicina dello sport, tutte figure che si occupano dei problemi che interessano l’apparato muscolo scheletrico articolare.

Dalla tradizione quindi emerge questa specialità medica prettamente “pratica” con evidenti finalità terapeutiche indirizzate all’apparato muscolo scheletrico in generale ed al rachide in particolare. I suoi criteri di applicazione presuppongono comunque una circostanziata osservazione clinica, una precisa ricerca anatomo-patologica e un’ampia ricerca bibliografica, al fine di poter inquadrare con rigorosa scientificità i fenomeni osservati da cui trarre nuove interpretazioni patogenetiche in tema di dolore vertebrale, muscolare e articolare.

 

Il principio che sta alla base della Medicina Manuale può essere inserito in due contesti teorici diversi.

Nel primo, quello classico, le problematiche di salute che coinvolgono la componente muscolo scheletrico articolare sono fini a se stesse, sono solo dei problemi ad esclusivo carico della componente bio meccanica e pertanto sono semplicemente da raddrizzare e da correggere.

Per il secondo le problematiche di salute sono invece il risultato di un più ampio fenomeno disfunzionale che coinvolge in toto l’organismo e quindi tutte le sue componenti sia fisiche che chimiche, metaboliche e mentali. In questa ottica la correzione del problema biomeccanico si ripercuote su tutte le altre componenti del sistema promuovendo a cascata un miglioramento delle prestazioni generali dello organismo che a loro volta contribuiranno a realizzare la guarigione.

All’interno di un sistema funzionale complesso quale quello umano la funzione biomeccanica rappresenta una delle facce della stessa realtà funzionale generale: si tratta di una faccia oggettivamente esplorabile, misurabile e quindi indagabile.

I sistemi complessi sono in grado di esprimere una funzione generale che è il risultato dell’integrazione di funzioni svolte da più livelli di sottosistemi, ognuno capace di autoregolazione ma correlato alla funzione degli altri. Le capacità adattative prodotte da questo sistema integrato di funzioni realizzano di fatto la sopravvivenza del sistema stesso.

Partendo da questi presupposti chi voglia indagare la complessità del funzionamento umano può farlo attraverso l’analisi di una delle sue componenti: quella biomeccanica. In particolare deve studiare una funzione oggettivabile che sia espressione della integrazione delle diverse funzioni: la Postura.

 

La postura è il risultato delle forze che percorrono il sistema muscolo scheletrico fasciale dell’individuo nel costante compito di contrapporsi alla forza di gravità e di mantenere l’uomo in posizione eretta, pronto a muoversi così come richiede la sua sopravvivenza.

La postura rappresenta la sintesi oggettiva delle funzioni bio-meccanica, chimico-metabolica e psico-emozionale ed è il risultato di un lungo fenomeno adattativo sviluppatosi tra forma e funzione a partire da milioni di anni fa.

Nel solco di tale formulazione teorica si collocano altre metodiche diagnostico terapeutiche che similmente alla Medicina Manuale interagiscono con la componente biomeccanica del corpo e che sono: l’osteopatia, la posturologia e la chinesiologia applicata.

La postura per questo motivo costituisce un oggetto di studio che accomuna medici, osteopati, posturologi, chinesiologi in quanto rappresenta l’integrazione tra la struttura e la funzione quale risultato naturale di una realtà multifattoriale che si esprime attraverso meccanismi adattativi più o meno efficienti e come tali in grado di tracciare nel tempo la storia fisio patologica del soggetto.

 

Prestazioni
  • Trattamento sistema muscolo-scheletrico fasciale
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